assemblea 17.12.16 - Regole Auronzo

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Relazione del Presidente all'Assemblea straordinaria della Magnifica Regola di Villagrande
del giorno 17 dicembre 2016

Sabato scorso c'è stata una riunione informativa alla presenza dell’avv. Andrea Trebeschi e del p.e. Gloria Sommavilla. Questi esperti tecnico-legali di problematiche regoliere, è opportuno dirlo, sono stati nominati dalle precedenti Commissioni Amministrative della Regola di Villagrande.

I punti che sono emersi in modo incontrovertibile ed incontestabile nel corso di tale incontro sono:

– fino ad ora i beni promiscui non sono passati alle Regole perché la sentenza Antonini del 1943 non certifica il diritto di proprietà alle Regole;

– ad oggi tutti i beni della della sentenza Antonini del 1943 sono catastalmente inseriti nella particella 402 intestata al Comune il quale può disporne a proprio piacimento in quanto intestatario formale dei beni immobili in conservatoria. Prova ne è che il Comune ha potuto alienare terreni e gestire liberamente le affittanze di vari beni senza alcun ostacolo nel corso degli anni;

– la sentenza Antonini non è trascrivibile, da dichiarazione della Conservatoria, ma anche come spiegato dall’avv. Trebeschi in quanto assegna i beni alle frazioni di Villagrande e Villapiccola soggetto giuridico non “identico” alle Regole nonché ultimo aspetto, ma non meno rilevante, i mappali e le particelle hanno subito variazioni con frazionamenti, cambiamenti di mappali etc che non consentono una trascrizione da parte della Conservatoria;
– i beni immobili che oggi andiamo a rivendicare con l’accordo non sono stati inseriti nel decreto di ricostituzione delle Regole ragione per la quale sono rimasti intestati al Comune.

Oggi, quindi, abbiamo tre strade:

1) Trovare il miglior accordo possibile con il Comune per l’intestazione di tali beni alle Regole in modo tale da poter usufruire degli stessi e ricavarne i profitti ed impedire da parte del Comune future vendite e/o atti di disposizione su tali beni;

2) Lasciare tutto come è ora e quindi con l’intestazione attuale al Comune con ampia facoltà di quest’ultimo di continuare a gestirli ed alienarli in autonomia;

3) Fare causa al Comune, In quest’ultimo caso l’avv. Trebeschi ha illustrato tempi, costi e esiti incerti. Ricordava sabato scorso che il Comune di San Pietro è rimasto in causa per 19 anni definendo poi un accordo. Va da sé che nel corso della causa i proventi di tali beni verranno incamerati dal Comune e quest’ultimo potrebbe comunque disporre degli stessi fino a che non interviene una sentenza favorevole alle Regole.

Il lavoro che è stato svolto dall’attuale Commissione Amministrativa è stato quello inizialmente di comprendere quale erano per la Regione (Ente che ha il controllo sulle Regole e sul Comune, nonché che omologa tali atti) i punti principali in base ai quali un accordo sarebbe stato omologato.

A seguito dell’incontro con i funzionari della Regione è, quindi, emerso che le loro condizioni per un accordo sono che vengano rivendicati i beni immobili che non hanno perso la loro destinazione agrosilvopastorale e che non siano inseriti in strumenti urbanistici.
La Regione ha, infatti, specificato – a chiare lettere che non vuole che l’accordo sia l’inizio di contenziosi con i privati che, sia che abbiano usufruito dei beni che hanno perso la loro destinazione d'uso, sia che alla luce del contenuto di tali piani urbanistici possano avere delle legittime pretese da invalidare l’accordo.

Compreso, quindi, il limite imposto dalla Regione per la convalida dell’accordo e l’inserimento di tali beni nel decreto integrativo per l’intestazione alla Regole, si è proceduto in un’analisi tecnica comparata tra il p.e. Gloria Somavilla e l’ufficio tecnico comunale.
La regola all’esito ha quindi rivendicato i beni immobiliari alla luce dei succitati criteri.

Le mappe che oggi vedete sono il risultato a colori di tale lavoro:

– Verde: terreni rivendicati dalle Regole;

– Rosso: terreni che rimarranno al Comune perchè di fatto sono diventati strade e parcheggi da moltissimi anni (19.000 mq);

– Viola: terreni che rimarranno al Comune per permettere degli ampliamenti tecnici a 7 strutture turistico-recettive se ne faranno domanda (700mq).

A scanso di ogni equivoco ribadisco fin d’ora che le linee catastali, presenti nelle mappe presentate sabato e oggi non più presenti, a nulla rilevano in quanto in base alla colorazione delle aree verranno effettuati, una volta approvato l’accordo definitivo, dei frazionamenti con costi a carico del Comune che saranno le nuove delimitazioni catastali.
Ripeto quindi che le linee erano e sono solo questioni pregresse esistenti a livello catastale o di pianificazione urbanistica. Tra l'altro quelle contestate sabato sono già state tolte.
All’esito di tale lavoro tecnico si è proceduto in una serie di incontri a proporre una serie di richieste al Comune in favore delle Regole e i “punti” che vi sono stati consegnati in copia la scorsa riunione rappresentano la sintesi di una serie di trattative del Comune.

Ritengo sia anche opportuno chiarire che noi regolieri non siamo proprietari del patrimonio antico ma bensì siamo temporaneamente proprietari di un diritto d'uso o di gestione di questi beni agrosilvopastorale e pertanto se hanno subito dei mutamenti di destinazione per legge, come spiegato prima, non sono rivendicabili.

In merito alla questione dell’area ove verrebbe edificato il parcheggio sotterraneo al momento è stato proposto di rivendicare la titolarità dell’area e quindi di farla divenire regoliera.
Si tratta, quindi, poi di comprendere la vostra volontà in merito alle trattative in merito

Infine è opportuno ricordare che, dopo le intimidazioni che hanno provocato le dimissioni del precedente CdA, ci siamo candidati a gestire la Regola e siamo stati eletti con questo programma e quindi anche con questo mandato:

1) vogliamo fare quanto prima un buon accordo Regole/Comune;
2) sbloccare questa situazione di stallo che dura da 15 anni che ha comportato enormi perdite economiche alle regole di Villagrande e Villapiccola;
3) salvare Misurina dagli appetiti speculativi che tanti danni hanno provocato, negli anni passati, alla valle d'Ansiei;
4) far decollare le regole negli anni futuri senza arricchire avvocati (Comelico insegna).

Concludo con la promessa che porteremo fino in fondo il mandato, che ci avete dato eleggendoci, e torneremo a convocare, quanto prima possibile, una Assemblea straordinaria con la bozza di accordo definitiva con relativi allegati. A quel punto spetterà a voi regolieri dire se va firmata oppure no.

 
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